Arte & Cultura

Published on agosto 25th, 2014 | by Redazione

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Ad Orte torna l’Ottava de Santo Egidio

Ottava - Gusto

Le vie di Orte si tuffano nel Medioevo (Foto Cardinali)

Dopo le ferie, le sagre e le vacanze al mare, la città di Orte si prepara a chiudere la sua estate con l’evento forse più atteso e sentito dell’anno: l’Ottava de Santo Egidio.
La rievocazione dedicata al Santo patrono, giunta alla quarantatreesima edizione, trascina la città indietro nel tempo fino al 1396, quando, nel pieno di uno dei periodi più floridi della storia di Orte, papa Bonifacio IX concesse l’indulgenza a tutti i fedeli che si fossero recati a pregare presso l’altare di Sant’Egidio Abate, sito nella chiesa della Confraternita di Santa Croce. Secondo gli ideatori dell’Ente Ottava Medievale (l’associazione che dal 1971 si occupa dell’organizzazione della festa), quello fu il riconoscimento solenne dell’importanza di Sant’Egidio per la comunità ortana, per cui essi ritennero opportuno collocare la rievocazione in quella data.
La festa che conosciamo oggi è figlia di uno studio attento ed appassionato, che ha permesso alla rievocazione ortana di entrare ben presto tra quelle ufficialmente riconosciute dalla Federazione Italiana Giochi Storici; uno studio che continua tutt’oggi, con le iniziative culturali regolarmente patrocinate dall’Ente Ottava e con l’attività del Centro Studi per il Patrimonio di San Pietro in Tuscia. La documentazione a cui gli ideatori della festa devono molto della loro ricostruzione consiste principalmente nell’opera “Fabrica Ortana” dello storico tardo-rinascimentale Lando Leoncini. In questo scritto, autentico basamento di tutti gli studi storici su Orte, sono spiegati i nomi ed i confini delle sette contrade della città (gli stemmi no, quelli furono inventati in occasione della festa), sono descritte le numerose competizioni che vi si svolgevano, sono raccontate le abitudini e le tradizioni della cittadinanza ed è riportata l’esistenza di una festa di otto giorni in onore di Sant’Egidio.
Il nome “Ottava”, infatti, sta ad indicare proprio il termine temporale degli otto giorni di festa. Secoli fa tale termine era perentorio ed insuperabile, mentre nella versione moderna della festa, per evidenti ragioni di opportunità, la durata varia a seconda del calendario: si parte dal 1 settembre, giorno di Sant’Egidio, e si finisce alla seconda domenica del mese, la prima che cade dopo lo scoccare dell’ottavo giorno di festa. Quest’anno il calendario ci riserva la versione più lunga possibile dell’Ottava, dal momento che il 1 settembre è lunedì e, quindi, la seconda domenica cade il 14.
Protagoniste assolute della festa sono le sette contrade ed i loro contradaioli: Olivola, San Giovenale, Sant’Angelo, Porcini, San Gregorio, San Sebastiano e San Biagio. Per tutto il periodo dell’Ottava, la vita dei cittadini ortani è regolata dall’appartenenza ad una di queste fazioni, con continui momenti aggregativi e competizioni di piazza. Giochi di abilità tra giovani, disfide tra i musici (tamburini e trombettisti), spettacoli degli sbandieratori, sfilate di cortei in abito medievale, iniziative culturali e, ovviamente, il grande evento conclusivo: il Palio degli arcieri.
L’ultima domenica di festa, dopo la grande sfilata del corteo storico, vede gli arcieri, tre per contrada, sfidarsi nella piazza centrale in una competizione con archi in legno di tipo medievale (senza dispositivi di puntamento); superati i bersagli eliminatori, i contendenti si scontrano nella finale, che assegna la vittoria all’arciere che riesce ad infilare il maggior numero di frecce all’interno di un anello d’argento largo 10 cm, su un massimo di cinque tentativi. L’anello viene poi consegnato in premio al campione, che, a sua volta, lo porta in dono alla sua contrada, affinché venga cucito sul gonfalone della fazione.
Lo scorso anno la vittoria andò a Luca Gentili di San Biagio, che conquistò il suo secondo successo personale ed il nono della contrada. Tuttavia gli ortani sanno bene che il Palio è incontrollabile, quindi nessuno si azzarda a fare pronostici: il clima che si respira in piazza è così particolare che basta davvero un piccolo dettaglio per stravolgere completamente gli equilibri. Molto spesso è capitato che i grandi favoriti, traditi da un momento di nervosismo, incappassero in performance disastrose, lasciando il campo ad arcieri meno esperti e quotati, che trovavano all’improvviso la “chimica” perfetta per infilare centri a raffica. Non a caso pochissimi sono riusciti a vincere il Palio per due anni consecutivi.
Lo spettacolo è tutto da gustare. Orte si prepara ad ospitarlo al meglio e i turisti potranno godersi un vero tuffo nel Medioevo.

OTTAVA DI SANT’EGIDIO 2014: PROGRAMMA DELLA FESTA
http://www.ottavamedievale.it/ottava_programma.html

Alessandro Castellani

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