Arte & Cultura

Published on luglio 1st, 2017 | by Redazione

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Ad un anno dalla sua scomparsa, Simona Monti vive nel cuore dei maglianesi

Simona Monti

È passato esattamente un anno da quel tragico 1 luglio. Era un venerdì sera e a Magliano la gente era uscita, i ragazzi erano al bar per fare due chiacchiere e bersi una birra, qualcuno prendeva un gelato, qualcun altro chiacchierava spensierato. Poi, all’improvviso, una notizia al tg. Un altro attentato terroristico. A Dacca, in Bangladesh. E il pensiero di tutti, inevitabilmente, è andato a lei. A Simona Monti.

In una piccola comunità come quella maglianese, quasi tutti sapevano che lei si trovava a Dacca per lavoro. Neanche quattromila anime in quel paesino sabino, che bene o male, si conoscono tutte tra loro. E tutti sapevano chi era Simona e la sua famiglia. Anche se la si conosceva solamente di vista, tutti la ammiravano per il suo coraggio, per la sua intraprendenza, per la sua forza e per la voglia che aveva di girare il mondo.

Magliano quella notte di un anno fa ha atteso col fiato sospeso una buona notizia, che purtroppo non è mai arrivata. È arrivato solo tanto dolore. Per i famigliari, per i suoi cari, per gli amici e anche per tutti coloro che la conoscevano appena.

La tragica notizia di quella terribile strage all’Holey Artisan Bakery in cui morirono 9 italiani, invase Magliano. E la prima cosa che i maglianesi sono riusciti a fare è stata quella di stringersi intorno alla famiglia Monti. Si organizzò una fiaccolata per Simona e per il piccolo Michelangelo che portava in grembo.

Dopo un anno Magliano vuole ricordarla ancora, perché nessuno si è mai dimenticato di quella ragazza e della sua forza, nessuno ha mai dimenticato quella tragedia e tutte le lacrime che ha portato.

Consegna della borsa di studio a Mattia Verducci

Ed è per questo che il sindaco Alfredo Graziani e l’Amministrazione Comunale di Magliano Sabina hanno voluto fortemente che la memoria di Simona, questa strage e le mille implicazioni che ha comportato, fossero ricordate non con un evento singolo ma con qualcosa che durasse nel tempo. Si voleva principalmente che il ricordo fosse legato a quello che era Simona, al suo modo di vivere, di essere, e allo stesso tempo che suscitasse un sentimento di speranza, che premiasse l’impegno formativo, gli studi e quel desiderio di vedere il mondo e di vivere un’esperienza fuori dal nostro paese. E allora si è deciso di istituire una borsa di studio in memoria di Simona Monti.

E così, venerdì 30 giugno, in una cerimonia intima e ristretta, è stata consegnata la prima borsa di studio in memoria di questa giovane ragazza maglianese a Mattia Verducci, neo laureato in fisica risultato il più meritevole. “Con grande entusiasmo abbiamo fatta nostra l’idea dell’assessore Eleonora Berni per l’istituzione di una borsa di studio in memoria di Simona, da assegnare ad un giovane maglianese frequentante l’università con il fine di offrire un percorso di eccellenza per un migliore ingresso nel mondo del lavoro”, queste le parole del sindaco Graziani che in un lungo e commosso discorso ha voluto dire ai genitori di Simona che “non ci sono parole che possono lenire un tale dolore, forse solo la fede in Dio può far sopportare un tal peso”.

L’augurio e la speranza è che questo premio durerà nel tempo e fra 10 o 20 anni, quando un ragazzo lo riceverà e chiederà chi era Simona Monti, qualcuno risponderà: era una ragazza di 33 anni di Magliano Sabina, laureata in lingue in modo brillante, che per lavoro e passione è stata in posti lontani, non dimenticando mai il suo paese, i suoi cari, i suoi amici. Cadde vittima dell’odio religioso due giorni prima di tornare nella sua Magliano.

Simona Ruggeri

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