Otricoli

Published on febbraio 19th, 2017 | by Redazione

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Il centro storico di Otricoli

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Il belvedere del centro storico di Otricoli

La storia della città di Otricoli è piuttosto particolare. Nel corso dei secoli, infatti, gli abitanti di questa piccola comunità che sorge sulla sponda sinistra del Tevere, nella zona più meridionale della provincia di Terni, si sono spostati da un’area all’altra in base alle esigenze, costruendo diversi centri urbani.

Il primo insediamento di Otricoli si sviluppò in epoca preromana, quando il territorio era abitato dagli Umbri, su una delle tante colline che sovrastano la valle del Tevere. Tuttavia, con la dominazione romana e la pace da essa imposta, gli abitanti dell’allora Ocriculum poterono concentrare le loro attività sul fiume e si trasferirono in fondo alla collina, dove costruirono una nuova città lungo il Tevere. Grazie agli intensi scambi avviati al Porto dell’Olio, Ocriculum crebbe florida per diversi secoli, diventando un centro di primaria importanza per tutta la zona.

La Ocriculum romana, però, non godeva di fortificazioni ed era vulnerabile a qualsiasi attacco, via terra o via fiume; così, con la fine dell’Impero e le invasioni barbariche, gli antichi otricolani furono costretti a cercare riparo in zone più sicure. A partire dal VI sec. d.C. la vecchia collina che aveva ospitato l’insediamento primordiale tornò ad essere il centro della città, mentre la gloriosa Ocriculum fu abbandonata ed i suoi resti tornarono alla luce solo in epoca moderna.

Già da questa breve premessa, si capisce come la storia otricolana sia davvero affascinante. I tratti di continuità tra le due città, quella in collina e quella sul fiume, sono presenti ancora oggi un po’ ovunque e vengono mostrati con orgoglio dagli odierni abitanti, il cui senso d’identità e di appartenenza alla comunità è particolarmente forte.

Passeggiando oggi nel centro storico di Otricoli, in cima a quella collina che aveva ospitato i primi insediamenti, si osserva un piccolo borgo come tanti altri nel Centro Italia: tranquillo, silenzioso, accogliente, a tratti anche inanimato. Ma sono gli aneddoti e le leggende di una storia straordinaria a rendere irrinunciabile una visita in questa città.

Come la maggior parte degli abitati costruiti in epoca medievale, il centro storico di Otricoli è tagliato a metà da una sinuosa via centrale, oggi intitolata Via Vittorio Emanuele, all’inizio e la fine della quale ci sono due porte; ai lati, piccoli vicoli ospitano case arroccate una sull’altra, ad ottimizzare gli angusti spazi a disposizione. In mezzo al percorso, Piazza della Repubblica, con il suo caratteristico selciato e la Collegiata di Santa Maria Assunta, la cui costruzione originaria risale addirittura al VII sec. d.C. La piazza e la chiesa, il cuore pulsante di ogni paese antico, e Otricoli non fa eccezione.

All’interno della Collegiata, in una cripta nascosta sotto l’odierno altare, sono custodite le reliquie dei due patroni della città, San Fulgenzio e San Vittore, e le ossa di San Medico martire. Pietre di epoca romana accompagnano la discesa in questo piccolo scrigno che conserva l’anima più profonda della fede della comunità otricolana. La storia del martirio di San Vittore, cittadino di Ocriculum ucciso per aver professato apertamente la sua fede cristiana, è raffigurata in un grande quadro esposto su una parete della chiesa e viene rievocata tutti gli anni nel giorno di festa cittadina, ma solo sentirla raccontata da un abitante del posto fa capire davvero cosa significa questa tradizione per Otricoli.

Altro edificio di sicuro interesse, soprattutto per la storia che vi è legata, è la chiesa di San Giuseppe da Leonessa, sede dell’omonima confraternita. Gli otricolani sono molto devoti a questo santo, che operò dei miracoli in città, testimoniati da quattro diverse targhe affisse per le strade del centro. La confraternita di San Giuseppe effettua anche delle visite annuali a Leonessa, onorando un gemellaggio tra le due comunità in vigore da tempo immemore.

Al termine della breve passeggiata, si sbuca dall’altra parte del centro storico, dove c’è l’affaccio sul belvedere. Un panorama mozzafiato, che, nelle giornate più limpide, permette di ammirare tutta la valle del Tevere da Orte a Civita Castellana, oltre che le colline di Calvi dell’Umbria e delle frazioni narnesi di Gualdo, Guadamello e San Vito.

Tutto questo senza mettere piede ad Ocriculum, il vero fiore all’occhiello delle bellezze artistiche e culturali di questo piccolo scrigno che è Otricoli: una realtà ancora poco conosciuta dai grandi flussi turistici, ma che riserva dei tesori davvero preziosi a chi ha la pazienza di non limitarsi ad uno sguardo fugace.

Alessandro Castellani

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