Gallese

Published on marzo 13th, 2016 | by Redazione

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La storia di San Famiano a Gallese – parte 2

Zitelle

Le zitelle

Quella di San Famiano e Gallese è una storia di devozione che affonda le sue radici nei secoli. Tra la comunità gallesina ed il Santo tedesco, infatti, si è instaurato un rapporto d’amore profondo e reciproco fin dal primo giorno in cui Famiano giunse in città, a metà del XII sec. Un rapporto d’amore che si è tramandato di generazione in generazione e che vive fortissimo ancora oggi.

Riviviamo la lunga tradizione della festa di San Famiano a Gallese attraverso un dettagliatissimo racconto di Paola Testa, che, per comodità di lettura, abbiamo diviso in due parti. Questo è il secondo capitolo, il primo è disponibile a questo link.

Ai giorni nostri, la festa di San Famiano, come tutte le feste patronali in Italia, alterna momenti di forte devozione e spiritualità a momenti ludici e di divertimento. Si inizia con la novena al Santo, durante la quale si innalzano dei canti, alcuni, probabilmente, molto antichi. Nell’arco di questi nove giorni è possibile assaporare momenti di vera preghiera e devozione nei confronti del Santo, lontano dalle rumorose, seppur molto sentite, giornate di festa.

I festeggiamenti iniziano ufficialmente alle ore 12.00 del 7 agosto con il tradizionale sparo delle bombe. La sera, la banda di Gallese compie il suo tradizionale giro per il paese, allietando il pomeriggio, prima della solenne processione serale. In seguito, parte la processione dalla Cattedrale per raggiungere la basilica di San Famiano, ubicata fuori dalle mura. I facchini, accompagnati fino in Cattedrale dalla banda, avranno il compito di trasportare la statua del Santo in questo tragitto. Parteciperanno alla processione anche le zitelle, accompagnate dalle loro madrine, ma non saranno vestite con il loro abito tradizionale, che invece indosseranno il giorno seguente.

Quella delle Zitelle è una tradizione antichissima della cerimonia di dotazione delle ragazze povere in età da marito, presente anche in altri luoghi d’Italia in passato, ma ormai completamente scomparsa, e invece rimasta molto forte a Gallese, grazie alla grande devozione nel Santo, al quale le zitelle si affidano. In passato, le ragazze povere in età da marito ricevevano un dotalizio per aver la possibilità di sposarsi, purché rispondessero a determinati requisiti, cioè povertà, per l’appunto, castità e devozione. Caratteristico è l’abito che la Zitella indossa l’8 agosto, tenuto insieme non da cuciture, ma da sole spille, secondo una modalità che si tramanda fedelmente da secoli.

Alla fine della celebrazione nella basilica di San Famiano, la processione ritorna in Cattedrale, ma lungo il tragitto, precisamente sotto le mura del paese, si fa una sosta per assistere alla tradizionale Bengalata, pioggia di fuoco che scende dai merli, spettacolo che è ormai diventato una vera e propria attrazione per tanta gente, che accorre anche dai paesi vicini per assistervi.

Il giorno 8 agosto è la festa di San Famiano. La mattina, la banda di Gallese si reca presso l’abitazione di ognuna delle zitelle per condurle in chiesa. E’ un momento di vera festa, atteso da molti che attendono di veder uscire le ragazze, vestite con l’abito tradizionale delle zitelle.

La processione parte nuovamente dalla chiesa Cattedrale, preceduta, in questo caso, dal Corteo Storico, il quale sfila fino alla Basilica del Santo. E’ molto suggestivo e commovente veder passare la statua di San Famiano sorretta dai suoi tanti facchini, i quali si alternano nel trasporto per condividere la fatica e l’onore di portare il loro Santo Patrono sulle proprie spalle. Fanno parte della Confraternita di San Famiano, che sfila in processione vestita di bianco e si occupa di custodire la tradizione religiosa legata al Santo.

La messa è officiata dal Vescovo e vede la partecipazione di un numero importante di fedeli, i quali, dopo la funzione religiosa, si recano presso la cripta per una visita al Santo. Finita la cerimonia, si ritorna in processione presso la Cattedrale, luogo in cui verrà ricollocata la statua di San Famiano, dove rimarrà per l’intero anno.

Il pomeriggio dell’8 agosto vede protagonista il Corteo Storico, il quale sfila fino allo stadio comunale, per assistere all’ormai tradizionale “Corsa alla stella”, alla fine della quale verrà decretata la contrada vincitrice del Palio di San Famiano.

In tutto ciò, si inserisce un programma più ludico, che generalmente si svolge durante le sere della festa: la tradizionale tombola, i concerti del coro e della banda, i concerti di musica leggera, la lotteria, i giochi popolari, come la caccia al tesoro, i fuochi artificiali. Fanno da cornice alla festa anche numerose mostre.

Per la realizzazione della festa e per la sua buona riuscita lavora per gran parte dell’anno il Comitato Festeggiamenti San Famiano, che cambia ogni anno, vedendo la partecipazione delle classi dei venticinquenni e dei cinquantenni. Durante il corso dell’anno, il comitato organizza cene, feste, lotterie e tombole, stampa il calendario per l’anno in cui è in carica, impegnandosi fortemente in un progetto di costruzione di una festa, che vedrà i suoi frutti nei primi giorni di agosto.

Tornando a San Famiano, potremo riassumere il suo incessante cammino in una ricerca di un’identità e di una spiritualità cristiana che lo ha condotto a finire i suoi giorni a Gallese, dove, fin da subito, è stato amato e venerato dai suoi cittadini, entrando immediatamente a far parte del proprio patrimonio religioso e culturale.

Paola Testa

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