Orte

Published on aprile 13th, 2017 | by Redazione

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Le confraternite e la processione di Orte

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Le Confraternite durante la processione del Venerdì Santo

È arrivata anche per questo 2017 la Settimana Santa e a Orte le Confraternite lavorano alacremente per preparare la processione del Cristo Morto. Un rituale le cui origini si disperdono andando a ritroso nei secoli, al punto da far ritenere quella ortana la più antica processione del Venerdì Santo d’Italia.

Non esistono testimonianze certe sul primo svolgimento di una processione in ricordo della crocifissione di Cristo a Orte, così come non è possibile risalire con certezza all’anno di fondazione della Confraternita che la organizza, quella di Santa Croce. Tuttavia, alcuni documenti consentono di effettuare delle approssimative ricostruzioni.

Un testo del 1275 afferma espressamente che la Confraternita di Santa Croce in quell’anno era già attiva da oltre un secolo, quindi bisogna retrodatare almeno al 1175 la data di fondazione dell’associazione. C’è poi un altro documento, datato 1127, in cui si riporta la richiesta espressa degli ortani di costruire un ospedale in città; tale elemento diventa rilevante nel nostro discorso se si pensa che gli ospedali esistevano principalmente grazie all’opera delle confraternite, i cui membri partecipavano in maniera determinante alla gestione delle strutture. Secondo il diritto canonico, infatti, una confraternita è un’associazione laica di fedeli, costituita con bolla pontificia, per l’esercizio di opere pie e di carità.

Poiché, sulla base degli elementi appena citati, è possibile individuare quantomeno un periodo storico di origine della Confraternita di Santa Croce, è possibile anche immaginare l’inizio della processione del Cristo Morto a Orte. Il Venerdì Santo è uno dei momenti più importanti dell’anno cristiano ed è facile presumere che la Confraternita, il cui obiettivo di fondo è quello di applicare l’insegnamento del cristianesimo attraverso opere sociali e religiose, avesse iniziato da subito a celebrare questa ricorrenza con delle manifestazioni pubbliche.

Nel corso dei secoli, numerose altre confraternite si sono generate a Orte; molte si sono estinte, mentre altre si sono costituite o ricostituite in epoca recente. L’assetto odierno, maturato da qualche decennio a questa parte, prevede in totale nove confraternite, di cui una composta da donne e una riservata esclusivamente al rettore e al camerlengo generale delle Confraternite Riunite.

La Confraternita di Santa Croce, essendo la più antica e quindi la prima ad aver celebrato una processione del Venerdì Santo, si occupa dell’organizzazione generale del rito, tanto è vero che la sede delle Confraternite Riunite, il museo, le statue e la bara del Cristo Morto si trovano nella chiesa di Sant’Agostino, sede di Santa Croce; le altre confraternite che si sono aggregate in seguito partecipano alla processione come contorno.

La struttura della processione segue l’unica regola di mantenere un certo equilibrio tra numero di croci e numero di candele in ogni corteo di confraternita. Ogni singolo elemento e ogni singolo momento del rito hanno dei significati ben precisi, rintracciabili nella più antica e profonda simbologia cristiana.

In origine, in processione c’era soltanto un cireneo, poiché questa figura doveva impersonare Simone di Cirene, l’uomo a cui fu imposto di sostenere la croce di Gesù durante la salita al Calvario; in epoca moderna questa consuetudine è cambiata e trasportare la croce in processione ha assunto un significato di penitenza o particolare preghiera, così che numerosi fedeli in ogni confraternita percorrono la processione con la croce in spalla. Sfilano in catene, a simboleggiare l’obbligo nei confronti del Signore e il legame tra Lui e il sacrificio che compiono. Chi non porta la croce, procede con una candela ad illuminare le strade lasciate volutamente senza luce, segno della luce del Signore che guida nel buio.

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La statua della Madonna, che accompagna la bara del Cristo Morto

Tutti i cirenei indossano una tunica, che richiama la veste indossata da Gesù durante la Passione, e hanno il volto coperto da un cappuccio; solo chi trasporta la bara del Cristo Morto e la statua della Madonna può sfilare a volto scoperto, per esigenze di migliore visuale del percorso. La bara, risalente al 1626, pesa 333 kg e durante la processione è illuminata da 49 ceri; è trasportata mediamente da 14 confratelli, anche se non c’è un numero preciso stabilito, ed è accompagnata dai lampioni sorretti dai fedeli delle altre confraternite. La statua della Madonna è stata realizzata nello stesso periodo della bara, pesa 150 kg richiede 8 portantini per il trasporto.

Ogni confraternita sfila in processione con tuniche di colore diverso. Il bianco di Santa Croce indica la purezza; la Misericordia indossa il nero, segno di lutto; la Santissima Trinità è rossa, simbolo della Passione di Gesù; San Pietro è in grigio, il colore della tela grezza degli ordini mendicanti. Ci sono, poi, altre quattro confraternite vestite di bianco, ma che si distinguono per dei mantelli colorati: lo Stendardino ha la mantellina celeste, colore mariano (non a caso questa confraternita anticamente aveva anche una sezione femminile); Santa Maria delle Grazie ha il blu, il colore delle ecchimosi di Cristo sulla via del Calvario; Sant’Antonio Abate, essendo composta principalmente da contadini di San Michele, indossa il mantello marrone, colore della terra che i confratelli lavorano giornalmente. Il Santissimo Sacramento, che veste la mantellina rossa, ha una storia ancora diversa, poiché era la confraternita dei sacerdoti e i nobili della città e ancora oggi ha conservato la sua natura molto “elitaria”, essendo composta solo dal Rettore e il Camerlengo generale. Il rosso del mantello simboleggia il clero, ma anche il bianco-rosso tipico di Orte. La Confraternita del Santissimo Rosario è quella riservata alle donne, che sfilano con un abito nero e con un rosario in mano.

Il vestito di ogni confratello è legato da un cordone, richiamo alle funi con cui fu legato Gesù. Sulla corda vengono realizzati dei nodi, che secondo alcuni simboleggiano gli anni di partecipazione alla processione, ma in realtà hanno un significato più profondo: il confratello può decidere se formarne tre, cinque o sette, indicando con essi o le tre cadute sulla via del Calvario, o le cinque Sante Piaghe del Crocifisso, oppure le sette effusioni di sangue.

La storia delle confraternite di Orte ha il fascino tipico delle tradizioni antiche, che si perdono tra leggenda, consuetudini e fede. Nel 2000 si decise di radunare tutte le testimonianze ancora tangibili di questa storia e si realizzò un Museo delle Confraternite, dove sono esposte tutte le suppellettili trovate sparse in giro per le varie chiese della città. Il museo è ospitato nei locali un tempo adibiti ad ospedale e poi a sacrestia della Confraternita di Santa Croce e contiene dei pezzi vecchi di secoli, in alcuni casi anche molto preziosi, come la grande croce seicentesca di Santa Croce, i lampioni settecenteschi della Santissima Trinità o una statua in legno di Cristo attualmente in studio e restauro presso l’Università della Tuscia.

Come ogni Venerdì Santo, la processione del Cristo Morto di Orte prenderà il via alle 21:30 e stringerà la città intera in un momento di profondo raccoglimento e d’identità territoriale.

Alessandro Castellani

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