Folklore

Published on marzo 26th, 2016 | by Redazione

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Orte rinnova la tradizione del Cristo Morto

Confraternite

Il Miserere cantato in piazza

La processione del Cristo Morto a Orte è un evento di rilevanza nazionale, essendo considerata la più antica d’Italia, ma è anche qualcosa che trascende la semplice cronaca giornalistica. Da quasi 1000 anni, infatti, gli ortani si ritrovano ogni Venerdì Santo nella chiesa della loro confraternita per indossare il mantello ed il cappuccio e partecipare al grande rito collettivo di accompagnamento della bara del Cristo Morto per le vie del paese; come uno spettacolo teatrale in cui si succedono gli attori, ma i personaggi e le scene da interpretare rimangono sempre gli stessi.

Impossibile trovare degli elementi di novità in un evento così antico e così volutamente immutabile nel corso dei secoli: la processione segue sempre lo stesso percorso, le nove confraternite sfilano tutte nello stesso ordine ed il rituale è sempre uguale, anno dopo anno. È proprio la ripetitività delle azioni e delle situazioni a dare forza e fascino alla processione del Cristo Morto ortana: le luci spente, l’odore penetrante della cera bruciata dalle torce, lo strofinio delle catene sull’asfalto, il silenzio surreale dei cirenei che, quasi come anime immateriali, guidano in una marcia lenta ma costante la bara del Cristo Morto nel giro per gli stretti vicoli di Orte. Tutto come mille anni fa. 

Due le soste durante il cammino: la prima in piazza della Libertà, dove la bara viene posizionata al centro, “protetta” dai confratelli, per ascoltare la preghiera del vescovo e il Miserere; la seconda a fine processione, davanti alla chiesa di Sant’Agostino, dove le confraternite attendono il rientro in sede della bara per accompagnarla con lo Stabat Mater.

Lungo il percorso, gli spettatori osservano con curiosità e rispetto la processione, partecipando anch’essi ad un rito che unisce come forse nessun’altro la comunità ortana. Un continuum pressoché millenario così potente da aver fuso in maniera quasi indefinita la storia con la religione, la fede con la tradizione.

Alessandro Castellani

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